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                                                            LA STERILIZZAZIONE E CASTRAZIONE NEI CANI                             

                  DISPLASIA DELL'ANCA     DISPLASIA DEL GOMITO      DENTATURA DEL CANE
 
                 DENTATURA DEL CANE ADULTO     DENTATURA DEL CUCCIOLO     COLLIE EYES ANOMALY

          MDR1       FILARIA     - PARASSITOSI DA PULCI    - PARASSITOSI DA ZECCHE    LEISHMANIOSI

          VACCINAZIONI     ATTENZIONE AI FORASACCHI

STERILIZZAZIONE E CASTRAZIONE NEI CANI

Per dare più informazioni ai proprietari di cani ho estrapolato questo scritto da una lunga e dettagliata ricerca eseguita da Laura J. Sanborn.
Lo trovo molto interessante ed utile.
A mio avviso questi tipi di interventi vengono troppo spesso consigliati da alcuni veterinari adducendo a prevenire futuri rischi di salute, ma anche nello stesso tempo richiesti da alcuni proprietari per loro pura e semplice comodità.
Certo sono d’accordo sul fatto che rimuovendo una parte del mio organismo ( sano ) in futuro non si manifesterà alcun rischio di malattia, ma allora mi sono sempre chiesto per quale motivo i veterinari non espongono mai anche le altre possibili patologie negative che questi interventi possono causare?
Sarà per loro ignoranza o per un solo tornaconto economico?

Articolo di Laura J.Sanborn
Ai proprietari di cani viene spesso consigliato di sterilizzare/castrare i loro cani per ragioni di salute. Vengono citati una serie di benefici per la salute, ma non l’evidenza per supportare tali benefici.

Quando si discute dell’impatto sulla salute della sterilizzazione/castrazione, spesso non vengono menzionati i rischi sulla salute e quando ne vengono menzionati alcuni, generalmente non sono quelli più severi.

Questo articolo è un tentativo di riassumere i rischi e benefici a lungo termine sulla salute associati alla sterilizzazione/castrazione in cani trovati in letteratura medica veterinaria. Questo articolo non discuterà dell’impatto della sterilizzazione/castrazione sul controllo delle nascite o dell’impatto sul comportamento.

Quasi tutti i rischi e benefici raccolti in questo articolo sono i risultati di studi epidemiologici retrospettivi su cani che esaminano le associazioni possibili, cercando a ritroso nel tempo. Alcuni provengono da studi prospettici, che esaminano le associazioni possibili, cercando in avanti nel tempo.

Una lettura oggettiva della letteratura medica veterinaria rivela una situazione complessa rispetto ai rischi e benefici a lungo termine sulla salute associati con la sterilizzazione/castrazione nei cani. L’evidenza scientifica mostra che la sterilizzazione/castrazione correla sia con effetti positivi che con effetti avversi nei cani. Suggerisce inoltre come ancora non si conosca veramente questo argomento.

A conti fatti, sembra che nessun caso convincente può giustificare la castrazione della maggiorparte dei cani maschi, soprattutto quelli immaturi, al fine di prevenire futuri problemi di salute. Nella maggior parte dei casi il numero di problemi di salute associati alla castrazione potrebbe superare i benefici.

In positivo, castrare i cani maschi:

-elimina il minimo rischio (probabilmente <1%) di morire di tumore ai testicoli
-riduce il rischio di disordini non-tumorali alla prostata
-riduce il rischio di fistole perianali
-potrebbe ridurre il rischio di diabete (dati inconcludenti)

In negativo, castrare i cani maschi

-se fatto prima dell’anno di età, aumenta significativamente il rischio di osteosarcoma (tumore alle ossa); un tumore con cattiva prognosi diffuso nelle razze medio/grandi.
-aumenta il rischio di angiosarcoma cardiaco di un fattore di1.6
-triplica il rischio di ipotiroidismo
-aumenta il rischio di decadimento cognitivo geriatrico
-triplica il rischio di obesità, un comune problema di salute associato a molti altri problemi
-quadruplica il piccolo rischio (<0.6%) di cancro alla prostata
-raddoppia il piccolo rischio (<1%) di tumori al tratto urinario
-aumenta il rischio di disturbi ortopedici
-aumenta il rischio di reazioni avverse alle vaccinazioni


Per le cagne femmina la situazione è più complessa. Il numero di benefici sulla salute associati alla sterilizzazione potrebbe superare, in alcuni casi (non tutti) i problemi di salute.

A conti fatti, se la sterilizzazione migliora le probabilità di una buona salute generale o la peggiora dipende probabilmente dall’età della cagna ed il rischio relativo di varie malattie nelle diverse razze.

In positivo, sterilizzare i cani femmina

-se fatta prima dei 2.5 anni d’età riduce di gran lunga il rischio di tumori alla mammella, il più comune tumore maligno nei cani femmina
-elimina quasi completamente il rischio di piometra, che altrimenti affligge circa il 23% e uccide circa l’1% delle femmine intere.
-riduce il rischio di fistole perianali.
-rimuove il rischio molto piccolo(≤0.5%) di tumori uterini, della cervice e delle ovaie

In negativo, sterilizzare i cani femmina

-se fatta prima dell’anno di età, aumenta significativamente il rischio di osteosarcoma (tumore alle ossa); un tumore con cattiva prognosi diffuso nelle razze medio/grandi.
-Aumenta il rischio di emangiosarcoma splenico di un fattore di 2.2 e di emangiosarcoma cardiaco di un fattore >5; questo è un tumore comune e principale causa di morte in alcune razze
-triplica il rischio di ipotiroidismo

-triplica il rischio di obesità, un comune problema di salute con associati molti altri problemi
-causa una “incontinenza urinaria da sterilizzazione” nel 4-20% dei cani femmina
-aumenta il rischio di infezioni del tratto urinario persistenti o ricorrenti di un fattore di 3-4
-aumenta il rischio di vulva ipoplasica, dermatite vaginale, e vaginiti soprattutto per i cani femmina sterilizzate prima della pubertà
-raddoppia il piccolo rischio (<1%) di tumori del tratto urinario
-aumenta il rischio di disturbi ortopedici
-aumenta il rischio di reazioni avverse alle vaccinazioni

Una cosa è chiara – molta dell’informazione su sterilizzazione/castrazione a disposizione del pubblico è sbilanciata e contiene affermazioni che sono esagerate o non sostenute dall’evidenza scientifica. Invece di contribuire ad educare i proprietari di cani, in gran parte ha contribuito a fraintendimenti comuni circa i rischi e benefici associati alla sterilizzazione/castrazione nei cani.

La tradizionale sterilizzazione/castrazione all’età di sei mesi nonché la moderna pratica della sterilizzazione/castrazione pediatrica sembrano predisporre i cani a rischi di salute che potrebbero altrimenti essere evitati con l’attesa della maturazione fisica, o forse nel caso di molti cani maschi, rinunciando del tutto a meno che non medicalmente necessario.

L’equilibrio tra rischi e benefici a lungo termine della sterilizzazione/castrazione varierà da cane a cane. Razza, età, e sesso sono variabili che devono essere prese in considerazione assieme a fattori non medici per ogni singolo cane. Le raccomandazioni indistinte per tutti i cani non sembrano essere supportate dai risultati della letteratura medica veterinaria.



DISPLASIA DELL'ANCA

La displasia dell'anca, è una malformazione dell'articolazione coxo-femorale, l'anca appunto, che peggiora con lo sviluppo e la crescita del cane. L'articolazione dell'anca è composta dalla testa del femore e dall'acetabolo che possono essere paragonate ad una sfera che ruota dentro una conca. In soggetti sani, il movimento rotatorio non mostra difetti poiché i due elementi corrispondono, nel caso di soggetto displasico invece questa corrispondenza non c'è e, a lungo andare, i margini articolari si usurano e portano alla degenerazione della cartilagine stessa. Il cane al quale viene diagnosticala la displasia finisce per soffrire di artrosi cronica che comporta difficoltà motoria e dolore. Essendo poligenetica, non possiamo pensare che il nostro cane ne sia esente solo perché i suoi genitori non ne hanno sofferto: il patrimonio genetico è considerato fuori pericolo solo se non ne hanno sofferto tutti i componenti fino alla 6a generazione

Classificazione FCI

displasia grado A
Grado A: nessun segno di displasia dell'anca (HD 0 / HD -). La testa del femore e l'acetabolo sono congruenti. Il bordo craniolaterale appare netto e leggermente arrotondato. Lo spazio articolare risulta netto ed uniforme. L'angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 105° o superiore. Quando inoltre il bordo craniolaterale circonda leggermente la testa del femore in direzione laterocaudale, la conformazione articolare viene definita "eccellente" (A1).

Grado B: articolazione dell'anca quasi normale (HD 1 / HD +/-). La testa del femore e l'acetabolo appaiono leggermente incongruenti e l'angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 105° oppure il centro della testa del femore si trova medialmente al bordo acetabolare dorsale con congruità della testa del femore e dell'acetabolo.
                                                                                                                             
displasia grado C

Grado C: leggera displasia dell'anca (HD 2 / HD +). La testa del femore e l'acetabolo appaiono incongruenti, l'angolo acetabolare secondo Norberg è di circa 100° e/o il bordo cranio laterale risulta appiattito. Possono essere presenti irregolarità o segni minori di modificazioni osteoartrosiche a carico del margine acetabolare craniale, caudale o dorsale o della testa e del collo del femore.

Grado D: media displasia dell'anca (HD 3 / HD ++). Incongruità evidente tra la testa del femore e l'acetabolo con sublussazione. L'angolo acetabolare secondo Norberg è superiore a 90°. Saranno presenti un appiattimento del bordo craniolaterale e/o segni di osteoartrosi.

DISPLASIA DEL GOMITO
Classificazione FCI

Grado 0: non si riscontrano alterazioni

Grado BL (borderline, di transizione): alterazioni articolari minime

Grado 1: presenza di osteofiti di ampiezza < 2 mm, e/o di sclerosi subtrocleare dell’ulna e/o di incongruenza articolare < 2 mm

Grado 2: presenza di osteofiti di ampiezza da 2 a 5 mm e/o di grave sclerosi subtrocleare dell’ulna e/o di incongruenza articolare > 2 mm; alterazioni del profilo del processo coronoideo mediale senza evidenza di frammentazione od una fusione incompleta del processo anconeo ulnare comportano comunque il grado 2


Grado 3: presenza di osteofiti di ampiezza > 5 mm; l’evidenza di un processo coronoideo mediale frammentato o di una lesione del profilo del condilo omerale mediale da osteocondrite dissecante (OCD) o da erosione (KL), o di una mancata unione del processo anconeo (UAP) comportano comunque il grado 3. Anche i cani sottoposti ad interventi chirurgici per displasia del gomito devono essere classificati come Grado 3 indipendentemente dal grado delle alterazioni articolari presenti, se l’intervento eseguito è dimostrabile radiograficamente

DENTATURA DEL CANE

Per chiusura dei denti del cane si intende il modo in cui la mandibola e la mascella si articolano. L'articolazione è differente da cane a cane ed a seconda della razza, può essere richiesta dallo standard una chiusura piuttosto che un'altra.

Le chiusure accettate per il Bearded sono principalmente due, a forbice e a tenaglia.
Il prognatismo e l'egnonatismo, che spiegherò in seguito, sono considerati difetti.

CHIUSURE AMMESSE

CHIUSURA A FORBICE -
I canini superiori antecedono quelli inferiori.

CHIUSURA A TENAGLIA -
Gli incisivi superiori ed inferiori si toccano.

CHIUSURE NON AMMESSE

PROGNATISMO - Questo è un difetto di chiusura. In questo caso la mandibola è più lunga della mascella.

ENOGNATISMO - Questo difetto presenta la mandibola più corta della mascella.

DENTATURA DEL CANE ADULTO

DENTATURA DEFINITIVA  DEL CANE ( Totale n. 42 denti ) 

Arcata superiore
 2 molari  4 premolari 1 canino 6 incisivi  1 canino  4 premolari  2 molari

Arcata inferiore
 3 molari  4 premolari 1 canino 6 incisivi  1 canino  4 premolari  3 molari

 Tempi medi di erudizione:
 Incisivi : 2/5 mesi
 Canini  : 5/7 mesi
 Premolari : 4/6 mesi
 Molari : 5/7 mesi

DENTATURA DEL CUCCIOLO

DENTATURA DECIDUA O DA LATTE ( Totale n. 32 denti ) 

Arcata superiore
 4 premolari 1 canino 6 incisivi  1 canino  4 premolari  

Arcata inferiore
 4 premolari 1 canino 6 incisivi  1 canino  4 premolari  

 Tempi medi di erudizione:
 Incisivi : 4/6 settimane
 Canini  : 3/5 settimane
 Premolari : 5/6 settimane

COLLIE EYES ANOMALY

Per comprendere la CEA dobbiamo avere una conoscenza delle varie parti dell'occhio.
Dalla figura possiamo vedere che l'occhio è sferico ed è composto di una membrana esterna dura, la tunica corneo-sclerale, che ingloba vari componenti altamente specializzati. La parte posteriore di questa sfera è bianca ed è la sclera, la parte anteriore è trasparente ed è la cornea.
L'iride determina la forma della pupilla e, insieme con i movimenti della palpebra, regola la quantità di luce che entra nell'occhio. All’iride ci si riferisce nello standard della razza quando si parla del colore dell'occhio.
Il cristallino, insieme con la cornea, permette all'immagine di essere messa a fuoco. È in contatto con l'iride ed è tenuto in posizione da fili sottili denominati fibre della zonula, collegate al corpo ciliare, dietro l'iride. Il corpo ciliare regola la forma del cristallino per facilitare la messa a fuoco ed inoltre produce un liquido denominato umor acqueo che umidifica il cristallino e la cornea.
La zona dietro il cristallino e davanti alla retina, è riempita di una gelatina trasparente denominata corpo vitreo.
Fra la retina e lo sclera vi è uno strato nutriente denominato coroide, che contiene uno specchio colorato, struttura conosciuta come il tapetum. Esso riflette la luce che passa attraverso la retina nuovamente dentro l'occhio, per raddoppiare gli impulsi nervosi che sono trasmessi al cervello. Una volta osservato tramite un oftalmoscopio questo specchio colorato presenta un segmento, o tapetal fundus, che appare come una figura a forma di mezza luna nella parte superiore, con il disco ottico alla giunzione di questo e della zona scura, o non-tapetal fundus. È il tapetal fundus che causa il brillare dell’occhio di notte quando la luce lo colpisce.
Il nervo ottico fuoriesce dalla parte posteriore dell'occhio ed viene fuori da una membrana fragile molto sottile, conosciuta come retina. E’ posto circa ai due terzi posteriori del globo oculare ed è responsabile della conversione della luce che entra nell'occhio, in impulsi nervosi. Sono contenute in questo strato retinico le fibre nervose sensoriali che trasmettono questi impulsi al cervello.
La CEA è una malattia che interessa essenzialmente gli strati della sclera e della coroide dell'occhio. La malattia è bilaterale, ossia interessa entrambi gli occhi, ma non necessariamente nello stesso grado. Nella sua forma più lieve, la visione non risulta alterata, mentre nella forma più grave si avrà la cecità. La malattia non è progressiva, al contrario della PRA, il che significa che qualunque sia il suo grado, essa non peggiorerà.

La CEA può avere quattro gradi di gravità, che sono:
Grado 1. Ipoplasia coroidale, che è la forma più leggera.
Grado 2. Coloboma.
Grado 3. Distacco della retina.
Grado 4. Emorragia intraoculare, la forma più grave.

Del primo grado mi occuperò più avanti, poiché questa è la parte più complessa della malattia, ma deve essere chiaro che tutti i cani affetti hanno questa come lesione comune. Quelli più seriamente affetti hanno un coloboma in uno o in entrambi gli occhi. Il grado successivo può essere collegato ad un coloboma grave ed infine si può avere una retina completamente distaccata.
Coloboma: è un difetto dello sclera, tale che un foro compare nel disco ottico, o vicino ad esso. Un foro nel disco è chiamato coloboma papillare, mentre uno vicino al disco ottico è denominato coloboma peripapillare. Una zona sottile o un foro molto piccolo vicino al disco ottico non altererà la visione, ma ovviamente più grande sarà il coloboma e più la visione sarà distorta, ed un coloboma molto grande quasi certamente provocherà un distacco parziale della retina.
Distacco della retina: la retina si stacca dal tessuto di fondo in uno o in più punti, diventando conseguentemente libera, e mostra segni di piegature o di increspature. La visione ne sarà influenzata e si avrà la cecità quando si verificherà un distacco completo. Si è detto prima che la malattia non è progressiva, ma in pratica può sembrare che lo sia, quando un distacco parziale diventa completo e causa la cecità totale in un occhio la cui vista era già compromessa.
Emorragia intraoculare: è la forma più grave di CEA, che può derivare da un distacco retinico grave o anche, a qualsiasi età, al di fuori di questo caso. Esami preventivi possono rivelare l'emorragia in cuccioli che hanno parzialmente recuperato. Ma è estremamente probabile che in seguito vi sarà una ulteriore emorragia.
Tornando alla ipoplasia coroidale, forma più leggera di CEA, essa è anche la più complessa. Consiste fondamentalmente in una zona, o in più zone dello strato coroidale che mancano di tessuto in misura diversa. In essa la forma più grave consiste nella totale mancanza di tessuto, quando cioè la sclera è visibile attraverso la retina. La circostanza è complicata, tuttavia, dal fatto che in una certa quantità di cani leggermente affetti, la lesione può essere riempita dal pigmento e sembrare apparentemente normale. Questi cani si classificano comunemente come "go normal" ed è praticamente impossibile distinguerli dai cani sani.
Poiché questo riempimento della lesione da parte del pigmento avviene molto presto, è essenziale che gli occhi dei cuccioli siano controllati a sei, sette settimane di età. Dopo questa età la probabilità che un cucciolo leggermente affetto si trasformi in uno "go normal" aumenta significativamente.

La ragione per la quale il "go normal" è così dannoso consiste nel fatto che è un cane malato che apparentemente sembra avere occhi sani, di modo che una volta accoppiato riprodurrà la malattia nella prole, specialmente se anche l’altro genitore ne è affetto. E’ così che la malattia ha causato così tanti danni in passato. Ma se si esamina l'occhio prima di sette settimane, si può diagnosticare la malattia e selezionare cani sani.

La diagnosi della malattia può ulteriormente complicarsi nei blu merle, perchè alcuni di questi hanno per loro natura una mancanza di pigmento nello strato coroidale dell'occhio. Questi sono conosciuti come "occhi merle" e non vanno confusi con il fenomeno dell’occhio blu, che è un cambiamento di colore nell'iride.
Un “occhio merle” può comparire in un cane con un iride normale, tanto come in un cane con l'iride blu. L'occhio del merle può variare da una parziale mancanza di pigmento in alcune zone specifiche di uno o di entrambi gli occhi, ad una completa mancanza di pigmento ed a causa di questo problema circa il 10% dei blu merle sono diagnosticati scorrettamente. Nel caso del merle, per l’oftalmologista di esperienza, è possibile diagnosticare la malattia, anche se con una certa difficoltà, facendo riferimento ad altre caratteristiche, quali la lunghezza e lo spessore dei vasi coroidali, ma, a causa di questa difficoltà, una parte sfugge all’esame diagnostico.
Un possibile vantaggio si ha tuttavia nel caso di un cane che mostri entrambi gli occhi completamente merle: se è esaminato da adulto ed è trovato esente da CEA, allora esso è sicuramente normale, poiché la mancanza di pigmento è dovuta al fattore merle e non alla ipoplasia coroidale.
Riguardo alla trasmissione ereditaria della malattia, sappiamo che interessa ugualmente sia il maschio che la femmina e quindi non è legata al sesso, cioè limitata ad un solo sesso come il monorchidismo o il criptorchidismo. D’altra parte però, poiché la malattia può essere trasmessa alla prole da cani sani, deve essere di natura recessiva, "rimanendo nascosta" nell'occhio normale. Ciò non deve essere confuso con il “go-normal” che è un cane malato. Vedremo più avanti che due “go normal” accoppiati insieme produrranno una progenie affetta al 100%, mentre due cani portatori produrranno soltanto il 25% di malati.

Attualmente è noto che la CEA segue un meccanismo di trasmissione ereditaria di tipo “autosoma recessivo". Ciò significa che è trasmessa attraverso un singolo gene recessivo che trasporta la malattia in maniera nascosta e per capire come ciò funziona bisogna conoscere un po’ l'ereditarietà. Fortunatamente non dobbiamo ricercare nelle profondità della genetica per capire come la CEA passi da una generazione all’altra.

Tutti gli organismi viventi sono costituiti di cellule. Milioni di cellule, infatti, compongono ogni più piccolo particolare, dagli organi interni alla pelle esterna, compresi capelli, ossa, artigli ecc. Ogni cellula contiene un nucleo centrale nel quale sono i cromosomi. Questi sono filamenti e costituiscono la struttura che trasporta i geni. Ogni cellula ha lo stesso numero di cromosomi ed ogni singolo cromosoma ha un corrispondente identico all'interno dello stesso nucleo della cellula. Ciò significa che ogni coppia di cromosomi trasporta gli stessi identici geni. Queste coppie di cromosomi sono conosciuti come "autosomi".
I geni sono gli agenti di controllo che compongono ogni parte del corpo, di modo che ogni gene, o ogni coppia di geni ha uno scopo o una funzione particolare. Alcuni geni, o coppia di geni hanno un'influenza su un singolo carattere, mentre altri lavorano insieme per sviluppare per esempio uno specifico organo del corpo.
Nel processo riproduttivo gli autosomi si dividono in due sia nel maschio che nella femmina, di modo che lo sperma maschile contiene la metà del numero di cromosomi ed ogni uovo femminile contiene una metà identica. Così quando avviene la fecondazione, le due metà si uniscono per formare una nuova cellula completa che contiene il numero corretto di nuovi autosomi.

Possiamo pensare al gene come ad una pallina su una serie di palline, con ogni serie che ha un socio identico che trasporta palline identiche nello stesso ordine, di modo che entrambi i geni di una coppia particolare controllano la malattia. Poiché l'occhio normale è dominante, possiamo rappresentare questo carattere con una lettera maiuscola, ad esempio "E" per gli occhi clear, mentre la lettera minuscola "e" rappresenterà gli occhi affetti recessivi. Così possiamo vedere che poiché i geni sono in coppia, ci sono tre combinazioni possibili tra loro.

1) E,E. Entrambi i geni sono identici e trasportano lo stato clear dell'occhio. I cani che possiedono questa combinazione sono geneticamente sani per la malattia e non possono riprodurla nella prole.
2) E, e. Questa combinazione mostra che il cane ha un gene clear ed un gene affetto. Poichè il gene normale è dominante, lo stato dell'occhio è clear, ma la malattia viene trasmessa in maniera recessiva e rimane nascosta o mascherata nello stato normale.
3) e,e. I geni sono ancora identici ma entrambi affetti, poiché non è presente il gene normale la malattia è visibile negli occhi e così il cane ne è affetto. Si noti inoltre che a questa categoria appartiene anche il cane “go normal”.
Poichè ogni cucciolo eredita la metà dei geni da ogni genitore, possiamo rappresentare il risultato teorico dalle sequenze di accoppiamento possibili in uno schema.
Se entrambi i genitori sono geneticamente clear, le aspettative sono le seguenti: 
 
Genitori  geneticamente sani    EE  EE              
                                                           100% EE sano

Se un genitore fosse geneticamente sano EE,   e l'altro un portatore Ee,
allora le aspettative teoriche sarebbero:
Genitori                                     EE  Ee
                                                            50% EE sano
                                                            50% Ee portatore


Se un genitore fosse sano EE e l'altro affetto ee,
allora l'aspettativa teorica sarebbe la seguente: 
Genitori                                    ee  EE
                                                           100% Ee portatore


Se entrambi i genitori fossero portatori,
allora le aspettative teoriche sarebbe le seguenti: 
Genitori                                     Ee  Ee
                                                            25% EE sano
                                                            50% Ee portatore
                                                            25% ee malato


Se un genitore è un portatore Ee e  l'altro è malato ee,
allora le aspettative teoriche sarebbero: 
Genitori                                    Ee  ee
                                                           50% Ee portatore
                                                           50% ee malato
Infine se entrambi i genitori fossero malati, 
allora le previsioni sarebbero: 
Genitori                                    ee  ee
                                                           100% ee malato

Questo è riferito deliberatamente alle aspettative teoriche perché come ben sappiamo, la fortuna e la probabilità hanno in pratica una gran parte da giocare.
Per esempio ogni quanto tempo otteniamo un numero pari di cuccioli in una cucciolata e con quale frequenza ne otteniamo invece un numero dispari? La probabilità in una singola cucciolata è 50 a 50, ma quante più cucciolate ripetiamo, tanto più vicini all'aspettativa teorica saranno i risultati.
Dobbiamo ricordare sempre che la CEA presenta vari gradi di gravità, il che significa che il gene "e" ha la capacità di influenzare la malattia in maggiore o minore misura. Più usiamo un riproduttore affetto e più grande sarà la gravità dell'afflizione nella progenie. È estremamente importante che evitiamo, per quanto possibile, gli accoppiamenti indicati nell'esempio finale, perché in questo caso tutta la progenie sarà influenzata, ma alcuni dei cuccioli possono essere colpiti più gravemente.
Spero che questo abbia aiutato coloro che non hanno dimestichezza con la genetica a capire come la malattia passa da una generazione all’altra. Inoltre si è spiegato come due cani (apparentemente) sani possono produrre la malattia nella loro prole, cosa che ha confuso molti allevatori fino al punto che alcuni possono avere rinunciato a far controllare gli occhi, cosa che invece avrebbe completamente eliminato le loro perplessità.
È una malattia che, con pazienza e comprensione, possiamo sradicare dalla nostra razza con l'allevamento selettivo e più appassionati lo capiranno, più presto questo sarà realizzato.


MDR1

gene MDR1 ( Multi Drug Reactivity 1 )


L’MDR1 è un gene il quale, in condizioni di normalità, codifica per una particolare proteina (P-glicoproteina) eliminando dalle cellule (anche del sistema nervoso centrale) sostanze indesiderate. Al momento si conoscono più di 20 principi farmacologicamente attivi in grado di legarsi a questa proteina. Esso si manifesta con ipersalivazione, atassia locomotoria, difficoltà respiratorie, cecità, coma e morte. I sintomi saranno più gravi (letali) in quei soggetti in cui entrambi gli alleli del gene MDR1 sono affetti da mutazione (soggetti omozigoti ), meno gravi (reazione tossica) invece in quelli in cui uno solo dei due alleli è compromesso (soggetti eterozigoti ).

Le sostanze che inducono reattività in un soggetto con mutazione del gene MDR1 sono:

Ivermectina (antiparassitario). La dose consigliata di 6 microgrammi/chilo per la prevenzione delle parassitosi cardio-polmonari è considerata sicura negli eterozigoti; quella di 300-600 microgrammi/chilo (indicata per il trattamento antiparassitario) risulta neurotossica per i soggetti omozigoti e potenzialmente tossica negli eterozigoti.


Selamectina, milbemicina, moxidectina (antiparassitari). Sono considerate sicure per i cani affetti da mutazione del gene MDR1 se somministrati come profilassi per le parassitosi cardio-polmonari. Ad un dosaggio 10-20 volte superiore a quello raccomandato inducono tossicità neurologica;

Acepromazina (sedativo, miorilassante, preanestetico). Nei soggetti affetti da mutazione del gene MDR1 questo farmaco tende ad indurre un maggiore e prolungato effetto sedativo. Si raccomanda pertanto di ridurre la dose del 25% nei soggetti eterozigoti e dal 30% al 50% negli omozigoti.

Loperamide (antidiarroico). Al dosaggio indicato per il trattamento della diarrea questo farmaco induce tossicità neurologica nei soggetti con mutazione del gene MDR1.

Butorfanolo (analgesico, preanestetico). Come per acepromazina.

Vincristina,Vinblastina, Doxorubicina (chemioterapici). Da studi ancora in corso emerge come nei soggetti affetti da mutazione del gene MDR1 ci sia una maggiore incidenza rispetto ai soggetti sani di sintomi quali vomito, diarrea, anoressia dopo assunzione di tali farmaci a dosaggi terapeutici. Si raccomanda pertanto di ridurre la dose somministrata del 25%-30%.

Ciclosporina (immunosoppressore). Pur essendo un farmaco veicolato dalla proteina codificata dal gene MDR1, non si conoscono ancora i suoi reali effetti tossici nei soggetti con mutazione del gene in questione. Pertanto non si raccomanda una diminuzione di dosaggio, ma solo un attento monitoraggio dell’animale dopo la somministrazione.

Diqossina (farmaco cardio-attivo). Come per ciclosporina


Doxiciclina (antibatterico). Come per ciclosporina.

Morfina, Buprenorfina, Fentanil(analgesici). Gli studi fino ad ora effettuati non sono in grado di attribuire loro nessun effetto tossico in soggetti affetti da mutazione del gene MDR1.

Attualmente è possibile effettuare un test genetico per determinare se un soggetto sia o meno affetto da mutazione del gene MDR1 c/o il laboratorio Vetogene, Spin off dell’Università di Milano.

l’esito del test potrà essere triplice:

· Soggetto NON SENSIBILE, avente entrambi gli alleli del gene in questione esenti da delezione. Non svilupperà alcuna reazione tossica nei confronti dei sopracitati farmaci;

· Soggetto portatore della delezione (MODERATAMENTE SENSIBILE), avente un solo allele deleto. Questo sarà un cane con una moderata sensibilità nei confronti dei principi farmacologici elencati precedentemente, in grado di trasmettere al 50% della progenie la propria alterazione genetica;

· Soggetto SENSIBILE, avente entrambi gli alleli deleti. Questo invece sarà un cane che svilupperà violente reazioni neurotossiche e che trasmetterà alla totalità della prole la propria alterazione genetica.

FILARIA

La Filaria Dirofilaria immitis è un nematode( verme tondo allungato cilindrico) responsabile della FILAROSI CARDIO POLMONARE. 

E' un parassita caratterizzato dall'avere un ciclo indiretto, ovvero necessita di un ospite intermedio in cui completare il proprio ciclo vitale; nel caso specifico l'ospite intermedio sono le zanzare appartenenti ai generi Culex(zanzara notturna), Aedes o zanzara tigre (zanzara diurna )e Anopheles(zanzara crepuscolare e notturna)

L'adulto di nematode si presenta sottile e filiforme, le dimensioni variano dai 12-17 cm di lunghezza nel maschio ai 25-32 cm per la femmina.
Le Dirofilarie sono nematodi larvipari; il primo stadio larvale L1, viene trasportato dal flusso ematico verso la circolazione periferica ove potranno essere ingerite dall'ospite intermedio durante il pasto di sangue; le larve L1 misurano, circa, 300-320 ųm ed è stato evidenziato che sono in grado di emoconcentrarsi a livello cutaneo durante le ore notturne e le prime ore diurne (in base al comportamento dell'ospite intermedio).
All’interno della zanzara le larve di stadio L1 maturano ad L3 nell'intestino e, quindi, migrano alle ghiandole salivari.Durante il pasto di sangue, le zanzare iniettano, assieme alla saliva, la larva L3 nell'ospite definitivo.
Le L3 si localizzano, inizialmente nel sottocute dell'ospite, dove maturano ad L5 in circa 3 mesi. Le L5, quindi, penetrano attivamente nel sistema venoso e, attraverso questo, raggiungono l'arteria polmonare dove si localizzano e mutano ad adulti.

Gli adulti vanno ad occupare parzialmente il lume dell'arteria polmonare, e non di rado, occupano parzialmente anche il lume del ventricolo destro del cuore.


La prepatenza (cioè il tempo di ingestione delle larve e la possibilità di dimostrare la presenza del parassita nell'organismo )è di 6 mesi nel cane e 8 mesi nel gatto, con una vita media del parassita di 5 anni nel cane e 3 anni nel gatto.
Le specie ricettive sono: cane (più sensibile), gatto, furetto, lupo, uomo. PROFILASSI
La terapia si esegue con due modalità:
1) Profilassi preventiva:
E' sempre una terapia farmacologica con vari prodotti tra cui:
Ivermectina,permetrina,moxidectina,imidacloprid
Questa terapia farmacologica si può trovare in commercio sotto forma
di pastiglie,tavolette appetibili da dare al cane una volta al mese
essendo retroattiva da Maggio a Novembre.
Oppure tramite iniezione da eseguirsi una volta all'anno.
E' sempre d'obbligo consultarsi con il proprio Veterinario
ATTENZIONE CHE ALCUNE LINEE DI BEARDED COLLIE SONO
STATE TROVATE ALLERGICHE ALL'IVERMECTINA.

2) Terapia correttiva:
a) Lavicida , stesse sostanze suddette
b) Adulticida , chirurgica o farmacologica molto rischiosa

PARASSITOSI DA PULCI

Le pulci sono parassiti esterni di piccole dimensioni totalmente privi di ali che si nutrono del sangue di mammiferi e uccelli.
Sono difficili da vedere ma è facile capire quando sono presenti sul cane per via di puntini neri (feci pulci adulte),il continuo grattarsi e nervosismo.
Per evidenziare la presenza di questi parassiti è possibile usare l'apposito pettine per pulci in metallo.
Se nel fare scorrere il pettine fra il pelo del cane fino a raggiungere la cute si evidenziassero questi puntini neri ci confermerà la presenza di pulci.
Nel caso si trovasse fra il pettine una o più pulci è buona norma immergerle immediatamente in acqua e sapone prima che possano saltare nuovamente sul cane.
Le pulci possono causare al cane le seguenti affezioni:     
1) DERMATITE ALLERGICA DA PULCI (DAP)
Durante il morso la pulce deposita una piccola quantità di saliva nella cute del cane.La saliva della pulce può causare la Dermatite Allergica da Pulci che causa un forte prurito.L'animale grattandosi e mordendosi eccessivamente può causarsi lacerazioni cutanee.Possono anche comparire tumefazioni sul collo e dorso.
2) ANEMIA
L'anemia può insorgere in cani giovani,anziani od ammalati e infestati da molte pulci.I principali segni dell'anemia sono il pallore delle mucose orali,la debolezza e la letargia.
Per cui è molto importante per il periodo primaverile,estivo ed inizio autunno usare specifici antiparassitari ad azione integrata su tutti gli stadi di sviluppo della pulce (uova,larve ed adulti) ed antiparassitari naturali.
Esistono in commercio antiparassitari indicati ai soggetti allergici al morso della pulce.
Gli atiparassitari chimici prevengono la reinfestazione da parte di pulci adulte per 8 settimane e la contaminazione degli ambienti in cui vivono i cani da parte di pulci immature inibendo lo sviluppo di uova(attività ovicida) e di larve (attività larvicida) per 8 settimane.
Questi prodotti eliminano le pulci in 24 ore.
Mentre gli antiparassitari naturali si possono considerare più una forma di barriera verso le pulci
Per maggiori informazioni contattare sempre il vostro veterinario.
   

PARASSITOSI DA ZECCHE

                                                                                                                                            
Sono parassiti ematofagi, cioè si nutrono di sangue,e possono essere pericolosi agenti di trasmissione di malattie infettive sia per gli animali che per l'uomo.Le speci più note sono la zecca del bosco e la zecca del cane.

                                         MALATTIE INFETTIVE TRASMESSE DALLA ZECCA

- LA PIROPLASMOSI
E' causata da un protozoo che,iniettato dalla zecca tramite la saliva,si localizza nei globuli rossi invadendoli e distruggendoli provocando ittero,febbre ed emoglobinuria (emoglobina nelle urine dovuta alla rottura della membrana dei globuli rossi).

- LA RICKETTSIOSI O FEBBRE BOTTONOSA
Il cui vettore è la zecca del cane.Questa malattia provoca:
- febbre
- tosse
- vomito
- diarrea
- cefalea (mal di testa talora associata a dolorabilità di faccia e collo),
- artralgia (qualunque dolore che colpisce un'articolazione ed il tessuto ad essa circostante)
- depressione
- tipica eruzione esantematica (eruzione cutanea di pustole,vescicole e bolle) localizzata sugli arti e sul tronco.


- LA MALATTIA DI LYME ( Infezione batterica )
Il cui vettore è la zecca di bosco.Questa malattia provoca:
- Zoppia
- Perdita d'appetito
- Affaticamento
- Aumento di volume dei linfonodi(organi del sistema linfatico simili ai dei filtri) la cui funzione è di raccogliere e distruggere batteri e virus.

- BABESIOSI
Questa malattia provoca:
- Febbre
- Perdita d'appetito
- Deterioramento delle condizioni generali
- Shock,coma o morte dopo un giorno di letargia,soprattutto nei cuccioli fra le 4 e 12 settimane.

- ERLICHIOSI ( Malattia infettiva del sangue che colpisce i globuli bianchi )
Questa malattia che danneggia il sistema immunitario provoca:
- febbre
- depressione
- dimagrimento
- perdita d'appetito


Se le zecche restano attaccate al cane per più di 48 ore, aumenta il rischio che inizi la fase di assunzione rapida delle malattie all'animale come la Piroplasmosi o il Morbo di Lyme.
Per cui è necessaria una protezione rapida che possa eliminare le zecche entro le 48 ore.

In commercio esistono  prodotti chimici con queste caratteristiche e vanno applicati una volta al mese.
In alternativa ci sono prodotti naturali.


LA LEISHMANIOSI


La leishmaniosi è una malattia sostenuta da parassiti appartenenti ai protozoi.

I protozoi popolano attualmente in numero sterminato i mari, acque salmastre e dolci, i terreni umidi. Attecchiscono e si diffondono rapidamente ovunque, specialmente su materiali in decomposizione, sono sovente parassiti (infettivi) di altri organismi vegetali e animali.

L'agente principale della leishmaniosi nelle aree mediterranee è la Leishmania infantum un parassita in grado di colpire soprattutto il cane, ma spesso anche gli esseri umani.

La leishmaniosi viene veicolata in Europa dalla puntura del Phlebotomus papatasi, comunemente chiamato pappatacio, insetto simile alla zanzara,che colpisce principalmente da maggio ad ottobre e preferibilmente dal tramonto all'alba.L'attività dei flebotomi è notturna, il picco di massima attività si concentra attorno alla mezzanotte ed un'ora prima del sorgere del sole.I flebotomi vettori sono attivi a temperature superiori a 25°.
   
Flebotomo o pappatacio 
Questa malattia colpisce il cane punto dall'insetto infetto e porta a sintomi piuttosto gravi. Un cane risultato positivo al test può tuttavia vivere per molto tempo prima di manifestare sintomi, ma può comunque diffondere la malattia. 

La leishmaniosi, inoltre, è un'antropo-zoonosi, cioè una malattia trasmissibile, in alcune particolari condizioni, anche all'uomo.

Molto importante è tenere presente che la leishmania non viene trasmessa direttamente da cane a cane o da cane a persona: il protozoo infatti, per diventare infettante, deve prima compiere nel flebotomo una parte del proprio ciclo biologico.

La leishmaniosi può manifestarsi con una serie di sintomi che possono presentarsi assieme o singolarmente. 
Alcuni animali possono presentare prevalentemente la sintomatologia cutanea della malattia, in altri vengono colpiti gli organi interni, altri ancora manifestano sintomi di entrambi i tipi. 
La sintomatologia e i segni clinici possono pertanto essere, nei casi non conclamati, multiformi e talvolta difficili da inquadrare.
La sintomatologia "classica" della leishmaniosi comprende:


- Dermatite secca esfoliativa tipo forfora
- Perdita di peso in modo più o meno rapido.
- Alopecia ovvero perdita di pelo intorno agli occhi, sulle zampe, sul dorso
- Lesioni alle orecchie le quali perdono pelo e manifestano vere e proprie ulcere sanguinolente.
- Perdita di sangue dal naso (epistassi) dovuta a ulcere nella mucosa orale, in cui sono presenti i parassiti.
- Crescita accelerata delle unghie ( onicogrifosi).
- Dolori articolari compreso anche mal di schiena: il cane se ne sta spesso immobile in piedi, tenendo la testa bassa per cercare sollievo.
- lesioni oculari, dovute a una uveite(Lo strato intermedio, compreso fra la sclera e la retina, è chiamato uvea. Quando l'uvea è interessata da un processo infiammatorio si parla di uveite) e iridociclite (processo infiammatorio a carico dell'iride e dei corpi ciliari).


- A livello viscerale si riscontrano danni renali, in correlazione ai quali compaiono, col procedere della malattia nei successivi gradi di disfunzione renale:
 
 1) polidipsia (è una patologia che induce uno stato di sete intensa che porta il cane a ingerire notevoli quantità di liquidi) 

 2) poliuria (frequenti urine), anoressia,vomito,diarrea,ulcere orali, sino ai segni neurologici e al coma uremico.
                                

PROFILASSI

Non essendo ancora stato prodotto un vaccino, la profilassi per il cane non può limitarsi ad altro che alla protezione dagli insetti con collari repellenti a base di piretroidi sintetici come la deltametrina e la permetrina e con farmaci per uso spot-on (fiale da applicare sulla cute)


Ottimo repellente naturale è l'olio di Neem puro ( per maggiori informazioni vedere l'articolo " L'antipulci e repellente naturale " 

VACCINAZIONI

VACCINI CUCCIOLI e ADULTI – TITOLAZIONE

I seguenti articoli sono puramente informativi e lo scrivente si astiene da qualsiasi responsabilità per errori causati da una errata interpretazione del lettore.
Non si tratta di una guida da seguire alla lettera e prendete gli articoli come punto di inizio per trovare la strada più consona per voi e il vostro amico.
E' di fondamentale importanza che vengano sempre ascoltati i consigli del vostro veterinario di fiducia.
Questi argomenti sono trattati e studiati in questi ultimi anni da veterinari olistici statunitensi e canadesi ed anche con il supporto di molti ricercatori stanno divulgando il loro pensiero con Congressi mettendosi anche a confronto con Multinazionali produttrici di vaccini e medicinali veterinari.

INDICE
1) VACCINI
2) TITOLAZIONE


1) VACCINI

 
Tre errori nella vaccinazione dei cuccioli: troppo presto, troppo spesso, troppo.
Nel gennaio 2010, l’allevatrice Cindy Williams si stava godendo la sua cucciolata di quattro bei Terranova. I cuccioli erano grandi e forti e, ad 8 ½ settimane, furono esaminati dal veterinario prima di partire per le loro nuove case. Furono sottoposti al controllo di routine che comprende  la visita sullo stato generale, l’inserimento del chip e la prima vaccinazione. Tutti i cuccioli superarono brillantemente l’esame.
Dieci giorni dopo, una cucciola, Gracie, iniziò a mostrare meno interesse per il cibo, e di seguito vomito e diarrea. Ben presto, uno dei suoi fratellini mostrò gli stessi sintomi. Durante la notte, Cindy notò degli strani spasmi muscolari intorno alla testa e alla bocca di Gracie. La prima cosa che fece, il giorno dopo, fu di portarla alla clinica veterinaria.
In clinica a Gracie furono somministrati liquidi, steroidi e antibiotici via endovena – oltre al valium per calmare gli spasmi. Tuttavia la cura non sortì alcun effetto. Più tardi, in serata, Cindy scoprì con orrore che anche il fratellino di Gracie, Doc, aveva iniziato ad avere degli spasmi.
Nel frattempo, Gracie stava avendo dei continui attacchi che non rispondevano a nessuna medicina.
Il pomeriggio successivo, Doc fu visitato da uno specialista neurologo che dichiarò che Doc stava combattendo la stessa battaglia di Gracie.Alla fine della giornata, entrambi i cuccioli stavano soffrendo terribilmente e Cindy decise di farli addormentare. Richiese l’autopsia, poiché era preoccupata per gli altri suoi cuccioli che aveva a casa.
I risultati dell’autopsia confermarono che i cuccioli avevano il cimurro.
Cindy era sorpresa: la mamma dei cuccioli era vaccinata,nella sua proprietà non c’erano cani non vaccinati e nessun focolaio nella sua comunità.
Anche la gestione dei cuccioli fu tenuta sotto controllo e Cindy sorvegliava i cuccioli quando erano fuori, così da essere sicura che i procioni non entrassero in quella zona. Cindy iniziò a parlare con immunologi veterinari, e scoprì che era possibile che il vaccino che aveva fatto ai cuccioli, un vaccino polivalente vivo modificato (Da2PP – cimurro, adenovirus,parvovirus e parainfluenza) si sarebbe potuto “risvegliare” nei suo cuccioli e che si erano ammalati proprio della malattia che lei stava cercando di contrastare con il vaccino.
Non sapeva come proseguire, oltre che riportare tutto ciò al produttore del vaccino e alla CIFA, il dipartimento canadese di biologia veterinaria.
Cindy tenne con sé i due restanti cuccioli e li vaccinò all’età di 14 settimane con un vaccino ricombinante e, per fortuna, non ebbero altri problemi. Poi, quasi due anni dopo, Cindy ricevette una telefonata –stava succedendo di nuovo.
Bastian e Bella erano due bei cuccioli di Terranova che Jeannette Many Horses aveva avuto il piacere di accogliere a casa sua il 7gennaio 2012. Questi due cuccioli erano di un’allevatrice scrupolosa con 40anni di esperienza e che, come Cindy, aveva fatto le sue ricerche, allevava i suoi cani con la dieta a crudo e li vaccinava il minimo possibile. Bastian e Bella erano stati vaccinati  con un vaccino polivalente ricombinante a casa dell’allevatrice, quindi partivano per le loro nuove case.
Bastian e Bella erano il ritratto della salute quando saltellarono per la prima volta tra le braccia di Jeannette. Crescevano e diventavano grandi e Jeannette pensò che era venuto il momento della loro seconda dose di vaccini. Il 20 gennaio, i cuccioli furono portati alla clinica veterinaria per un controllo e per le vaccinazioni – una combinazione di vaccini da diversi produttori ma con gli stessi componenti del vaccino usato da Cindy. Il veterinario di Jeannette aggiunse anche un vaccino monovalente contro il coronavirus.
Il 25 gennaio, cinque giorni dopo la vaccinazione, Bastian e Bella diventarono letargici e le feci erano molto liquide. Quando Jeannette,preoccupata,  chiamò la clinica veterinaria, le fu detto che questa non poteva essere una reazione al vaccino,in quanto i cuccioli avrebbero mostrato i sintomi prima. Fu avvertita di non fare niente e che con ogni probabilità la malattia sarebbe passata da sola.
Due giorni dopo, Bastian iniziò ad avere spasmi e ad agitarsi e i suoi attacchi e il suo dolore continuavano senza sosta. Il giorno dopo, il 28 gennaio, Jeannette ricevette una telefonata. Cindy era stata informata della malattia di Bastian e Bella da un altro allevatore e immediatamente contattò Jeannette per raccontarle la sua terribile esperienza. A questo punto, Jeannette decise che sarebbe stato meglio far addormentare Bastian. La mattina del 20 gennaio, anche Bella raggiunse il suo fratellino.
Il giorno dopo, il 31 gennaio, avvenne l’impensabile. Jeannette venne a sapere che anche la sorellina di Bastian e Bella, Sophie, che viveva a diversi stati di distanza, aveva ceduto al cimurro, solo nove giorni dopo la seconda vaccinazione.
Così come Cindy, anche Jeannette sospettò che i suoi cuccioli avessero preso il cimurro dal vaccino.Dopo aver ricevuto i risultati dell’esame autoptico, Jeannette inviò il DNA dei cuccioli alla Michigan State University per un test. I risultati mostrarono una corrispondenza del 100% tra il virus del vaccino e il virus del cimurro trovato nei suoi cuccioli. In altre parole, bastian e Bella sono morti a causa del vaccino – con la certezza del 100%.
Poi arrivò il risultato del test sul DNA di Sophie, in cui si diceva che anche lei era morta a causa del virus del vaccino.
Molti veterinari e proprietari di cani hanno avuto per anni il sospetto che i vaccini vivi modificati avessero la capacità di tornare ad essere virulenti nell’organismo ospite. Tutti questi cinque cuccioli sono morti a causa delle loro vaccinazioni ed erano relativamente immuni alle dosi ricombinanti. Comunque, il semplice passaggio ad un vaccino ricombinante non rende il vaccino innocuo, come vedremo di seguito.

Come Cindy e Jeannette, anche Georgia era consapevole del potenziale danno del vaccinare troppo spesso. Tuttavia, Georgia decise di non vaccinare affatto il suo Easy, cucciolo di Alano. Easy era un cucciolo vivace,ma Georgia iniziò a preoccuparsi a causa dei recenti focolai di parvovirus nella sua zona. Decise quindi di titolare Easy quando aveva sei mesi per vedere se era protetto dalla parvo.
Dalle titolazioni, Easy sembrava scoperto per la parvo e Georgia iniziò a dare ascolto al consiglio del veterinario di vaccinarlo.
Intraprese quindi quello che le sembrava il cammino più sicuro e vaccinò Easy con un vaccino monovalente solo contro la parvovirosi, dal momento che le sue titolazioni Easy sembrava coperto contro il cimurro. Il vaccino fu inoculato nella zona scapolare di Easy e, tre settimane dopo, Georgia rifece le titolazioni che questa volta risultarono positive. Easy era protetto – almeno dalla parvo.
All’età di 18 mesi,Easy sviluppò un osteosarcoma (cancro alle ossa) nella sua scapola –proprio dove era stato inoculato il vaccino un anno prima. Sei settimane dopo, il dolore era così forte che Georgia aiutò Easy ad andarsene.
Ogni vaccino fatto in ogni momento della vita di un cane può potenzialmente ucciderlo o creargli seri problemi. Se i proprietari di cani vogliono evitare i pericoli legati ai vaccini, allora la scelta migliore sarebbe quella di non vaccinare affatto.
Questa è una scelta possibile per molti che scambierebbero volentieri il rischio di danni legati ai vaccini con il rischio di infezioni acute di malattie dei cuccioli.
I proprietari di cani che scelgono di non vaccinare il proprio cane – e i veterinari che sostengono questa pratica – comprendono che il rischio di cimurro è piuttosto basso e che la parvovirosi in cuccioli non vaccinati e in salute è curabile nella maggioranza dei casi. Comprendono anche che i vaccini sono una bomba ad orologeria che possono creare problemi devastanti nell’immediato nei cuccioli come nel caso di Jeannette, o che le conseguenze possono essere più insidiose, come nel caso di Easy.
Se decidete di vaccinare, i rischi legati al vaccino non sono del tutto inevitabili. Ci sono tuttavia delle cose che potete fare per diminuire il rischio di malattia nel vostro cucciolo. La prima cosa da fare èdi avere una conoscenza di base del sistema immunitario e di ciò che i vaccini possono e non possono fare.

 
Vaccinazione o Immunizzazione?

Molte persone – e molti veterinari – possono essere sorpresi dal fatto che vaccinazione e immunizzazione non siano la stessa cosa. Il vostro cane o il vostro cucciolo è perfettamente in grado di immunizzarsi da solo – e una volta creata, questa immunizzazione può durare anche per tutta la vita.
L’immunizzazione acquisita naturalmente è la ragione per cui, non troppo tempo fa, i genitori erano soliti far stare insieme i bambini con la varicella; ed anche la ragione per cui, una volta che i bambini avevano preso la varicella, non l’avrebbero più presa in seguito.
L’immunizzazione naturale è la ragione per cui la maggior parte dei cani è sopravvissuta senza vaccinazioni e ciò dimostra che l’organismo ha un sistema immunitario altamente funzionale che in molti casi lavora in modo eccellente.

I vaccini non immunizzano: sensibilizzano. La loro funzione è di mettere l’organismo di fronte a piccole quantità di malattia, sebbene in modo artificiale, così che il fisico sia capace di diventare immune in un tempo più esatto e prevedibile.
Molti veterinari sono molto attenti nel vaccinare ma sono molto meno attenti all’immunizzazione. La conseguenza è che la maggior parte delle serie di vaccinazioni per cuccioli ha una durata sbagliata, e i vaccini sbagliati vengono fatti in momenti sbagliati e troppo frequentemente. Detto semplicemente, i cuccioli sono vaccinati troppo presto, troppo spesso e con troppi vaccini per volta.
Quando avviene questo, i vaccini sopprimono il sistema immunitario invece di sostenerlo – o in molti casi, essi provocano una iper-stimolazione del sistema immunitario e l’organismo potrebbe attaccare le proprie cellule (malattia autoimmune). È quindi fondamentale che ogni vaccino e ogni cucciolo siano trattati con la massima cautela e che lo scopo finale sia l’immunizzazione e non la vaccinazione.
 

Troppo presto

Quando i cuccioli sono molto piccoli, sono protetti dalle malattie assumendo il primo latte della madre, chiamato colostro. Questo latte molto ricco contiene gli anticorpi materni contro le malattie infettive che la madre passa ai suoi cuccioli. Il sistema immunitario del cucciolo non è completamente maturo, o attivo, fino ai circa sei mesi d’età, quindi gli anticorpi materni danno ad ogni cucciolo un’immunità passiva.
Quando un cucciolo con una ragionevole quantità di anticorpi materni viene vaccinato, gli anticorpi materni in pratica neutralizzano il vaccino, così come agirebbero contro il vero virus.
Gli anticorpi materni contro il cimurro sono abbastanza prevedibili e sono troppo attivi perché il vaccino sia efficace a 8/9 settimane di vita.
Nel caso della parvovirosi tuttavia,  nella maggior parte dei cuccioli gli anticorpi materni durano molto di più, quindi sarebbe quasi inefficace vaccinare i cuccioli di 8/9 settimane.
In uno studio fatto dalla Vanguard, è stato dimostrato che un vaccino combinato (che in genere contiene il parvovirus, il cimurro e da uno a cinque altri antigeni), fatto a dei cuccioli di sei settimane ha ottenuto solo il 52% della protezione contro la parvovirosi.
Ciò significa che il cucciolo ha tutti i rischi del vaccino ma solo metà del potenziale beneficio.
A nove settimane di vita, l’88% dei cuccioli esaminati nello studio hanno mostrato una risposta al vaccino. A 12 settimane, il 100% dei cuccioli erano protetti. Alcuni vaccini danno protezione prima o dopo.
Vaccinare i cuccioli sotto le 12 settimane di vita, e sicuramente sotto le 9 settimane di vita, per quel che riguarda la parvovirosi è rischioso senza averne in cambio grossi benefici. Non solo il componente della parvovirosi del vaccino combinato non ha molte probabilità di essere efficace, quanto poi in realtà blocca l’efficacia del componente del cimurro.Inoltre rende il vaccino più pericoloso, perché più è alto il numero degli antigeni contenuti nel vaccino, maggiore è il rischio di malattie auto immuni(comprese allergie, problemi articolari e cancro).
Inoltre, sono anni che molti veterinari non vedono un caso di cimurro, il che fa sorgere una domanda: perché spingere così tanto a vaccinare i cuccioli tra le 6 e le 8settimane di vita quando il componente della parvovirosi difficilmente sarà attivo ed è molto improbabile che il cucciolo venga a contatto con il cimurro?
 

Troppo spesso

Nel 1996 Pfitzer ha condotto un interessante studio sul campo in cui dei cuccioli vaccinati sono stati divisi in due gruppi. Il Gruppo A ha ricevuto una singola vaccinazione a 12 settimane di vita, mentre il Gruppo B ha ricevuto un primo vaccino tra le 8 e le 10 settimane e una seconda dose a12 settimane. Quando sono state fatte le titolazioni, il 100% dei cucciole vaccinati una sola volta a 12 settimane erano protetti, mentre solo il 94% dei cuccioli del Gruppo B erano protetti –nonostante avessero ricevuto due dosi di vaccino invece di una. Sembra chiaro che il primo vaccino può interferire con la seconda dose. Quindi vaccinare il vostro cucciolo due volte non solo raddoppia il rischio di reazioni avverse al vaccino stesso, ma sembra che questa pratica renda anche lo stesso vaccino meno efficace.
Molte persone – e anche molti veterinari –credono che sia necessario più di un vaccino per creare l’immunità in un cucciolo. Questo semplicemente non è vero. È necessario un solo vaccino solo per proteggere il cucciolo, ma anche per proteggerlo a vita.
Con oltre 40 anni di test dell’immunità in migliaia di cani alle spalle, il dr. Ronald Schultz è giunto a questa conclusione: “un’unica dose di vaccino per cani vivo modificato, quando inoculata a 16 settimane o oltre, darò una immunità duratura (da diversi anni fino all’intera vita) in una alta percentuale di animali.” quella percentuale molto alta si aggira intorno al 100%.
La sola ragione per cui i veterinari fanno più di una dose di vaccino è che per cercare di beccare quella piccola finestra temporale quando gli anticorpi materni sono abbastanza esigui e non possono bloccare il vaccino, ed il cucciolo è abbastanza giovane da non essere esposto ai virus dell’ambiente. Il momento in cui gli anticorpi materni per il parvovirus sono abbastanza ridotti da rendere efficace il vaccino  può andare dalle 8 alle 26 settimane di vita.
Quindi i veterinari vaccinano ogni due o quattro settimane in modo diligente e senza pensarci su – con un vaccino combinato, non solo per la parvo – cercando di far funzionare almeno una delle dosi.
Molti veterinari fanno un’altra dose di vaccino un anno dopo, per sicurezza.
Dopo di che, quasi tutti i veterinari fanno un altro vaccino ogni anno o ogni 3 anni – per ragioni sconosciute, visto che non c’è alcun supporto scientifico a questa pratica. Come sostiene il dr. Schultz, non c’è alcun bisogno di ripetere il vaccino una volta che il cucciolo è protetto – e se il cucciolo riceve una dose di vaccino a 16 settimane, ha un’altissima probabilità di essere protetto.
 

Troppo

La conseguenza di questi errori di giudizio è che i cuccioli ricevono più vaccini di quanti ne abbiano bisogno – tanti di più. Ricevono un componente del parvovirus nel loro primo vaccino polivalente quando quella parte di vaccino ha scarse possibilità di funzionare. Molti cuccioli sono protetti  contro il cimurro con il primo vaccino, se esso non viene fatto troppo presto, eppure a 12/16 settimane ed oltre, cioè quando ci sarebbe bisogno solo della parvo, a molti cuccioli viene inoculato un vaccino polivalente contenente il cimurro.
Molti vaccini polivalenti per cuccioli contengono anche il componente per l’adenovirus.
È stato dimostrato che l’Adenovirus sopprime il sistema immunitario per i dieci giorni seguenti la vaccinazione. Questo significa che i cuccioli che ricevono vaccini inutili non solo corrono il rischio di effetti collaterali negativi del vaccino stesso, ma sono anche esposti ad un rischio maggiore di prendere qualunque altro virus che incroci il loro cammino perché il loro sistema immunitario è stato sovraccaricato dallo stesso vaccino.
Non fa meraviglia che i cuccioli possono soccombere a malattie indotte dal vaccino – il loro sistema immunitario è semplicemente sovraccarico al momento in cui essi sono esposti ad un ambiente estremamente pericoloso per un cucciolo.
Alcuni cuccioli sono vaccinati anche con altri vaccini non di base, compreso il vaccino contro la leptospirosi che è particolarmente pericoloso. Chiaramente, i veterinari sono molto bravi a vaccinare. Il problema è che gli attuali programmi di vaccinazione dei cuccioli non conducono adeguatamente all’immunità. Pochissimi veterinari individuano con occhio realistico e scientifico il momento giusto per vaccinare contro il cimurro, seguito dal momento migliore per vaccinare contro il parvovirus, seguito dal chiedersi come mai si fanno vaccini contro malattie auto immuni come il coronavirus e l’adenovirus, che in realtà sono solo pericolosi per i cuccioli troppo giovani perché il vaccino sia efficace?

 
Giocare a indovinello con i vaccini dei cuccioli
I vaccini possono sembrare tecnologicamente avanzati, ma quando vengono somministrati a caso e per nessuna ragione valida, nella migliore delle ipotesi sono inutili, nella peggiore, pericolosi. I produttori di vaccini lavorano costantemente per aumentare la sicurezza dei loro prodotti, ma ci sarà sempre un margine di rischio quando si iniettano prodotti farmaceutici, con le loro componenti chimiche tossiche, nei cuccioli.
Fino al possibile giorno in cui i vaccini saranno del tutto sicuri ed efficaci, ci sono due modi provati ed opportuni per ridurre il numero di vaccini non necessari ai cuccioli, riducendo così il rischio di morte o d malattia cronica dovuta ai vaccini. 
 
Nomogrammi
Non molti anni fa, i veterinari usavano una cosa chiamata nomogramma per indicare agli allevatori il momento migliore per vaccinare i cuccioli. Il nomogramma esamina i titoli degli anticorpi della madre e determina quasi esattamente quando i suoi anticorpi svaniscono nei suoi cuccioli. L’importanza di conoscere ciò è che l’allevatore può dare il giusto vaccino al momento giusto, eliminando l’esigenza e il rischio di vaccinazioni non necessarie.
I nomogrammi sono perfetti per quegli allevatori interessati al solo uso dei vaccini monovalenti (con un solo virus), invece dei più pericolosi vaccini combinati o polivalenti. Ad esempio, il nomogramma prevedrebbe che gli anticorpi materni del cimurro svaniscono a 8 settimane, ma quelli del parvovirus potrebbero svanire intorno alla 14° settimana. L’allevatore allora vaccinerà con il giusto vaccino al momento giusto e il piano vaccinale sarebbe basato sulla scienza invece che sulla supposizione. Eppure, per qualche ragione, i nomogrammi sono caduti in disgrazia.
 

Titoli
Per i  proprietari di cuccioli che non possono approfittare di un nomogramma, la titolazione può salvare la vita dei cuccioli e proteggere alla lunga il loro benessere. Invece di supporre se la vaccinazione sia necessaria o meno, una titolazione fatta tre settimane dopo il vaccino indicherà con la certezza del 100% se il cucciolo ha bisogno o meno di un altro vaccino.
Le titolazioni suggeriscono anche i veterinari quale sia il vaccino monovalente più sicuro. Un cucciolo può essere vaccinato ad una certa età, quando ha maggiori probabilità di rispondere positivamente al vaccino – e se tre settimane dopo torna con un titolo , significa che è protetto e molto probabilmente lo è per la vita. Se in quel momento non c’è un titolo per la parvo, può essere somministrato un vaccino monovalente e rifare la titolazione tre settimane dopo. Se il titolo è basso, può essere ripetuto il vaccino, ma se il titolo è alto, il cucciolo è protetto contro la parvovirosi, molto probabilmente a vita. E la buona notizia è che oggi esiste un nuovo test casalingo per le titolazioni.
Nonostante queste due opzioni facilmente praticabili, molti veterinari credono – e ci spingono a credere – che i cuccioli debbano essere sottoposti ad una serie di vaccinazioni. Molti veterinari comprendono le titolazioni,ma non le prospettano come un’alternativa alle vaccinazioni. Forse perché i vaccini sono economici e le titolazioni no? Non si sa se ciò equivale ad un minore profitto per i veterinari o questi ritengono che i proprietari dei cani non vogliono investire in un programma di vaccinazioni più sicuro. Le titolazioni possono essere costose, ma può esserlo anche il danno che deriva dai vaccini. Diversamente dai vaccini, le titolazioni sono completamente sicure per i cuccioli.
Inoltre, molti veterinari non vogliono avere scorte di vaccini monovalenti a causa del loro prezzo elevato. Lo scenario più comune quindi, è che i veterinari vaccinano semplicemente secondo il classico programma per cuccioli sulla mera base della consuetudine e della convenienza. 
In conclusione, il miglior modo per evitare danni causati dai vaccinil,e che il vostro cucciolo sia il protagonista di un’altra storia tragica,è ovviamente di non vaccinare. Questo può aumentare il rischio di una malattia acuta, ma sia gli animali domestici che quelli selvatici – così come gli uomini – sono stati esposti ai virus per anni e il sistema immunitario,quando non viene soppresso dalle vaccinazioni, dalla dieta povera,  dalle tossine e dalle droghe, ha una profonda capacità di combattere l’esposizione ai virus e ai batteri. Il semplice sostegno del sistema immunitario può essere la via da percorrere per evitare malattie acute come la parvo – e di certo riduce la gravità dei sintomi.
La seconda opzione è di scegliere di vaccinare in modo accorto e con la costante consapevolezza che ogni vaccino può potenzialmente uccidere il paziente. I nomogrammi e le titolazioni sono strumenti utili che in realtà non sono così costosi nel lungo termine se paragonati ai soldi spesi dai proprietari per malattie croniche indotte dai vaccini compresi l’ipotiroidismo,attacchi epilettici, cancro, artrite, allergie e problemi gastrointestinali, ma che di certo non si limitano a queste. Sotto molti aspetti esse sono una assicurazione molto economica.
La scelta peggiore è quella di non fare niente di diverso e di vaccinare a caso i cuccioli ogni due/quattro settimane con vaccini polivalenti. Molti veterinari non riescono a vedere la relazione tra le malattie croniche debilitanti e il vaccinare ad oltranza, quindi a meno che la testa del cucciolo non si gonfi come un pallone immediatamente dopo la vaccinazione, i veterinari sono riluttanti a dare la colpa ai vaccini per le reazioni avverse che il Dr. Schultz ha identificato.
È importante comprendere che noi proprietari possiamo aprire gli occhi dei veterinari su programmi di vaccinazione per cuccioli più efficaci e sicuri pagando per le titolazioni e investendo in vaccini monovalenti – anche se questo significherà dover comprare un’intera scatola di vaccini per un cucciolo solo. Ci sono buone probabilità che quella scatola di vaccini monovalenti scomparirà, una fiala alla volta, e ciascuna fiala usata significa un cucciolo in meno potenzialmente danneggiato da vaccinazioni inutili e somministrate senza criteri
 
2) TITOLAZIONE

Titolazione 
Come un esame del sangue può evitare una ipervaccinazione
Testo tradotto tratto da Whole Dog Journal 
 

Prelevare il sangue per un test annuale del titolo per controllare il livello di difese immunitarie, dovrebbe sostituire l'abitudine di vaccinare i cani ogni anno anche se non ne hanno bisogno. 
Pochi problemi in medicina veterinaria sono così controversi come il dibattito sulla somministrazione di vaccinazioni annuali ai nostri cani. A lungo considerata parte dello standard di base dalla sanità veterinaria responsabile, le vaccinazioni ora sono anche sospettate di creare vulnerabilità alle malattie e condizioni croniche come l'anemia,artrite, convulsioni, allergie , disturbi gastrointestinali e della tiroide,e il cancro. 
Alcuni suggeriscono di astenersi dall'uso delle vaccinazioni del tutto, ma un numero crescente di esperti veterinari raccomandano la somministrazione di un minor numero di vaccini per i nostri cani rispetto a quanto proposto negli ultimi anni. La saggezza attuale è sufficiente per vaccinare i nostri compagni animali, ma non troppo. Vi sembra un po' arbitrario? Si potrebbe, tanto più che la professione veterinaria non dispone di informazioni sugli effetti dei vaccini.
Per fortuna, vi è uno strumento che i veterinari e i proprietari di cani possono utilizzare per determinare se un cane ha davvero bisogno di ulteriore vaccinazione in un dato momento. Si chiama "test titolo,"ed è prontamente disponibile, non eccessivamente costoso, e offre molteplici vantaggi rispetto alle pratiche (intenzionali o meno) della vaccinazione.  Per capire che cos’è una titolazione e che cosa può fare per voi e il vostro cane, avete bisogno di un po' di informazioni di base sulle vaccinazioni e il loro uso in questo paese. 

Come i vaccini salvavita per varie malattie canine sono state sviluppate nel corso degli ultimi 50 anni, i veterinari e proprietari di cani le accettarono subito.Molte malattie sono state tenute a bada,e una nuova industria è nata. Come ogni industria,ben presto si accinse a farsi indispensabile. Sempre più spesso, i veterinari hanno iniziato a pensare che se alcuni vaccini sono buoni, più sono meglio - per i loro pazienti. Così avvenne che per decenni, i veterinari seguirono le raccomandazioni dei produttori informando che i vaccini canini dovevano essere somministrati ogni anno. 


Alla fine del 1970, un'epidemia parvovirus mortale uccise migliaia di cani ed eliminato intere cucciolate ed infine arrestata dalla somministrazione di massa del vaccino parvovirus. Questo episodio ha sottolineato il ruolo importante delle vaccinazioni nel settore sanitario.
Una piccola parte di popolazione di veterinari ribelli, ha avuto dubbi sulla necessità della vaccinazione frequente. Si iniziava a sospettare un legame tra vaccini e disturbi del sistema immunitario. Nelle loro menti, era facile supporre che ci poteva essere un collegamento tra gli agenti che sono progettati per provocare una risposta immunitaria e povere o inadeguate risposte immunitarie dei loro pazienti.Ma mentre le aziende farmaceutiche sono motivate a finanziare studi che possono sviluppare più vaccini e quindi realizzare un profitto, sono comprensibilmente riluttanti ad investire soldi in studi che possono fare emergere potenziali danni causati dai loro prodotti .
Di conseguenza, solo prove aneddotiche fornite da proprietari e veterinari "ribelli" che in base alle loro valutazioni non vaccinano o vaccinano su un programma ridotto - sembra suggerire che sia per i cani che ai gatti sarebbe meglio ricevere un minor numero di vaccini.
Ma fino a poco tempo c'era poca evidenza scientifica che sostenesse questa idea, e nessuno di questi fu accolto nella comunità di ricerca convenzionale veterinaria universitaria.
Poi, nei primi anni 90, i ricercatori di laboratorio presso l'Università della Pennsylvania notarono un collegamento tra il forte aumento del numero di sarcomi, o tumori cancerosi, sotto la pelle nel sito di somministrazione del vaccino .
In seguito, i ricercatori della University of California a Davis notarono che i vaccini di leucemia felina sembravano causare gli stessi risultati.
Presi alla sprovvista dalla natura infiammatoria della reazione degli animali per i vaccini, i ricercatori veterinari iniziarono a sospettare che le reazioni immediate o ritardate alle vaccinazioni o agli effetti combinati di vaccinazioni multiple, potevano essere fattori di rischio per altri disturbi e malattie croniche nei cani e gatti.
I vaccini e dei loro effetti a lungo termine furono trattati marginalmente dal tradizionale interesse veterinario, ma malgrado questo una importante realtà venne alla luce: non c'era un "protocollo di vaccinazione standard" universalmente accettato. 


Le raccomandazioni di vaccinare  frequentemente, che la maggior parte dei veterinari e dei collegi veterinari raccomandano, è basato  sulla ricerca e suggerimenti dei produttori - non sulla ricerca scientifica indipendente. Questo punto era stato da tempo riconosciuto dai “ ribelli “ del vaccino,ma ignorato dalla maggior parte dei veterinari convenzionali.

Perché più non è migliore 

Jean Dodds, DVM,un ematologo molto rispettato in veterinaria, e fondatore e presidente del no-profit Hemopet, una banca del sangue animale con sede in California, ha aperto la strada a decenni di dibattiti ed è oggi considerato uno dei maggiori esperti sui protocolli vaccinali del cane.
Secondo il Dr. Dodds, molti studi recenti confermano che la stragrande maggioranza dei cani, nella maggior parte dei casi, almeno il 95 per cento dei soggetti, mantengono immunità dopo la vaccinazione per molti anni dopo la somministrazione di un vaccino.
Lei afferma che "prove dell'implicazione dei vaccini nello scatenare immunizzazioni e altri disturbi cronici (Vaccinosis) è incredibile." Le reazioni avverse ai vaccini convenzionali possono essere la stessa di reazioni a sostanze chimiche,farmaci o agenti infettivi.
Reazioni immediate (o anafilattiche) possono verificarsi nelle 24-48 ore dopo l'esposizione al vaccino. Reazioni ritardate possono verificarsi 10-45 giorni dopo aver ricevuto vaccini.
I sintomi includono febbre, rigidità, dolori alle articolazioni, dolore addominale, disturbi del sistema nervoso, suscettibilità alle infezioni e emorragie o ecchimosi.
Convulsioni transitorie possono essere visualizzate in cuccioli e adulti. Altri effetti nocivi a lungo termine possono provocare danni permanenti al sistema immunitario del cane, che aumenta la suscettibilità del cane di cronicità,debilitanti malattie che colpiscono il sangue, organi endocrini,articolazioni, pelle, sistema nervoso centrale, fegato, reni ed intestino. Inoltre, i vaccini possono sopraffare cani malati cronici,o un cane che ha una predisposizione genetica a reagire negativamente all'esposizione virale, anche dal virus modificato agenti virali vivi o uccisi nei vaccini. 


Quindi, dati i possibili rischi per la salute di somministrare troppi vaccini, soprattutto quando un cane probabilmente mantiene la protezione immunologica fornita da vaccinazioni precedenti, come può un proprietario  responsabile decidere un calendario vaccinale sicuro ed efficace per la vita del loro cane? 

Come abbiamo suggerito in precedenza, la risposta è il test di titolazione. 

Informazioni sui test di titolazione 

Il termine "titolo" si riferisce alla forza o la concentrazione di una sostanza in una soluzione. Quando si testano titoli del vaccino nei cani, un veterinario prende un campione di sangue da un cane e testa il sangue per la presenza e la forza della risposta immunologica del cane ad una malattia virale.
Se il cane dimostra livelli soddisfacenti di titoli per vaccino, il cane è considerato sufficientemente immune alla malattia, o in possesso di una buona "memoria immunologica", e non ha bisogno di ulteriore vaccinazione contro la malattia in quel momento. 
Utilizzando il nuovo kit TiterCHEKTM ( in USA ), il vostro veterinario può ora esaminare il sangue del vostro cane  ed in 15 minuti, essere in grado di dirvi se ha bisogno di qualsiasi vaccino. 
Il test del titolo non distingue tra l'immunità generata dalla vaccinazione o da quella generata dall'esposizione naturale agli agenti patogeni.
Un cane può avere l'immunità sviluppata da una malattia virale avendo ricevuto un vaccino contro la malattia stessa ,o per essere stati esposti alla malattia in un ambiente naturale, a volte senza aver dimostrato alcun sintomo di esposizione alla malattia, o da una combinazione di due.

 Con"titolazione" ogni anno,proprietario di un cane in grado di valutare se la risposta immunitaria del suo cane è scesa sotto i livelli adeguati.In tal caso, un opportuno richiamo vaccino può essere somministrato.

Quali titoli? 
Alcuni proprietari di cani, consapevoli del fatto che ci sono decine di vaccini disponibili, sono preoccupati che avrebbero bisogno di ordinare test di titolazione per ciascun vaccino. In realtà, misurando i titoli solo per due vaccini, secondo il dottor Dodds, in grado di offrire il proprietario del cane un "immagine" affidabile dello stato immunologico del cane. Buona immunità al parvovirus canino(CPV) e virus del cimurro canino (CDV),dice, indica "marker per la competenza del sistema immunitario del cane." 
Anche se i laboratori potranno anche eseguire test vaccino titolazione per altre malattie del cane, come coronavirus e Lyme, il Dr. Dodds ritiene questi test uno spreco di denaro. Protezione da coronavirus, il dottor Dodds spiega, dipende dallo stato di salute del tratto gastrointestinale del cane, non su ciò che è nel sangue del cane, in modo da test di siero non sono conclusivi. Lyme si basa a livello regionale e non una minaccia significativa per la popolazione canina in generale, in modo che solo i cani in un ambiente ad alto rischio hanno bisogno di test per titolo di Lyme. Dr.Dodds sottolinea che non è il test, il titolo, a "indovinare"la risposta immunologica in un cane; quando si tratta di CDV e CDP, non vi è correlazione assoluta tra certi valori ad alto titolo e quello che viene spesso definito come "protezione" dalle malattie in questione. In questo caso, il proprietario e il veterinario degli animali possano sentirsi abbastanza sicuri che l'animale possiede risorse sufficienti per combattere una malattia. Quando le prove rivelano che l'animale ha valori dei titoli borderline o bassi, il proprietario e veterinario dovrebbero prendere in considerazione la vaccinazione e poi verificare di nuovo i titoli. Può accadere che l'animale avesse bisogno semplicemente un richiamo per stimolare una risposta immunitaria più forte. O,forse le persone coinvolte apprendono che l'animale non ha la capacità di rispondere normalmente ai vaccini, cioè, montando una risposta immunitaria appropriata.
In questo caso, il proprietario e veterinario hanno acquisito preziose informazioni sullo stato immunitario compromesso del cane - informazioni che non avrebbero mai ottenuto con la semplice vaccinazione e supponendo che il cane fosse "protetto". 

ATTENZIONE AI FORASACCHI

Sembrano innocue spighe, in realtà i forasacchi rappresentano un grosso pericolo per i nostri beardies con tutto quel pelo.
Hanno la capacità di penetrare in tutte le parti del corpo: orecchie, naso,dita delle zampe, occhi, sotto la coda, nella pelle.
Li avrete sicuramente già visti migliaia di volte. I forasacchi sono le parti vegetali delle graminacee, le così dette “spighe”, che in primavera si trovano un po’ dappertutto: nei parchi, nei giardini,per la strada e molte
volte anche sui marciapiedi.

Per la loro particolare conformazione, sono cioè rivestiti da piccoli dentelli retrovolti, sono in grado di insinuarsi nella cute, nel naso, nelle orecchie e
spinti dalle contrazioni muscolari possono scavare delle vere e proprie gallerie e provocare infezioni.
Quando un forasacco entra nell’orecchio del cane, il suo primo istinto è quello di scuotere la testa per farlo uscire. In realtà così facendo la spiga avanza nel condotto uditivo, provocando otiti fino ad arrivare alla perforazione del timpano. Quando si insinua nel naso, il cane è preda di ripetuti starnuti e può accadere che la spiga cammina lungo il condotto nasale, venga deglutita
arrivando nello stomaco senza causare problemi. In altri casi il forasacco può rimanere nel naso causando gravi infezioni, oppure in casi rarissimi insinuarsi nell’albero respiratorio arrivando fino al polmone.
Il più delle volte i forasacchi si infilano fra le dita, forano la pelle e scavano una galleria nella zampa. Il cane in questo caso continuerà a leccarsi e potrebbe iniziare a zoppicare.
Bisognerà quindi esplorare le cavità con una pinzetta per capire quale tragitto abbia fatto la spiga ed estrarla. Difficilmente possono impiantarsi negli occhi, ma se capita, vedrete il cane tenerli chiusi e nel giro di qualche giorno inizierà aduscire del pus.
Il miglior modo per prevenire gli effetti collaterali da forasacchi, è quello di evitare che il cane frequenti zone infestate da queste piante.
Quindi al al ritorno da una passeggiata nei prati controllate sempre attentamente il cane spazzolandolo, o meglio ancora aver la possibilità di usare un soffiatore in modo tale di avere la possibilità di aprire completamente il pelo.
I forasacchi possono anche rimanere impigliati nel manto dei nostri cani e con il tempo impiantarsi nella cute provocando lesioni che possono trasformarsi in ascessi.